Twitter Buzz

20 febbraio 2010

Dopo averlo provato a comprare, ora lo ha praticamente copiato.
Stiamo parlando di Google e di Twitter, il cui mix ha portato alla creazione di Google Buzz, la nuova creatura di della big G.
Il nuovo gioiello, avviato il 9 febbraio del 2010, non è partito proprio nel migliore dei modi. Subito esperti e meno esperti hanno trovato grossi problemi di privacy – risolti in pochi giorni -. Ma evidentemente non è bastato, tanto che negli States è partita una class action contro Google.
La nuova feature della casa di Mountain View permette di integrare nel proprio accunt Gmail strumenti come Flickr, Twitter, Picasa e secondo alcuni, in un prossimo futuro (per me improbabile), anche Facebook.
Google ha cercato di trovare una via di mezzo tra due strumenti che hanno fatto la storia del web, ma che ora evidentemente non bastano più: le email e la chat. E così ha creato, anzi copiato, il suo piccolo grande social network. I numeri per adesso gli danno ragione: nelle prime 56 ore gli early adopter hanno postato e commentato qualcosa come 160mila messaggi all’ora.
Ma la domanda che mi pongo è: ce n’era veramente bisogno?

Il messaggio a tutti gli utenti di Evan Williams

In un micro-post pubblicato da Evan Williams si legge che l’11 gennaio è stato il giorno in cui sono stati scritti più tweet da quando Twitter è attivo.
Forse il messaggio era indirizzato anche a tutti quelli che pensano, scrivono o leggono che Twitter tutto sommato sta perdendo un po’ del suo fascino. Perchè statistiche abbastanza recenti parlano di un decremento di utenti negli ultimi mesi. Ma si sa, la guerra dei numeri non ha mai fatto alcun vincitore assoluto. Nel periodo in cui mi sono interessato ai dati relativi agli accessi al sito e al numero di utenti iscritti (dalla ComScore alla Nielsen Online) mi è capitato di veder confutati dati della stessa azienda; ma questo numero (il numero dei tweet pubblicati) è inconfutabile e sicuramente ci rivela un dato di fatto: che è sempre più usato. Probabilmente è utilizzato più spesso dalle stesse persone (ma in questo caso si dimostra che effettivamente un utilizzo ce l’ha), oppure effettivamente il numero di persone iscritte al servizio di microblogging è aumentato. 

Evan ci lascia con l’augurio che domani potrebbe essere battuto il record del giorno prima, e in ogni caso ha voluto lasciare un messaggio a tutto il mondo: che l’uccelino blu non è ancora morto, e non ha nemmeno intenzione di atterrare.

Twitter helps Haiti

13 gennaio 2010

A testimonianza di quanto oramai è diventato importante, Twitter è diventato indispensabile anche (e soprattutto) per la diffusione delle notizie in tempo reale. E quindi dopo la morte di Micheal Jackson, le rivolte in Iran, e anche il caso del terremoto in Abruzzo, in queste ultime ore è stato letteralmente preso d’assalto da tutti gli utenti del mondo per restare aggiornati (e in alcuni casi aiutare) sull’ultima devastante tragedia avvenuta poche ore fa ad Haiti. Sono migliaia gli aggiornamenti ogni secondo che vengono postati sulle ultime news ed immagini provenienti dal Mar dei Caraibi. Meta ogni anno di milioni di turisti e già duramente colpita da un uragano nel 2004, questo rappresenta l’ennesimo colpo di grazia per una nazione che sicuramente non si può annoverare tra le più ricche del pianeta.
Su twitter l’hashtag #helphaiti e #haiti continuano ad aggiornare la lista di sangue delle vittime del terremoto.
Mentre con lo tsunami avvenuto il 26 dicembre del 2004 nel sud est asiatico gli internauti comuni grazie ai loro blog e ai loro siti si sono resi partecipi nell’aggiornare la lista delle persone disperse – in molti casi superando sia in termini di tempo che in termini di qualità il lavoro delle varie istituzioni internazionali – si può comodamente affermare che Twitter ha preso di prepotenza il ruolo di informatore non ufficiale del mondo.

Il National Palace ad Haiti danneggiato dal tremendo sisma

Redirect Iran

11 gennaio 2010

La notizia non è propriamente recente (risale quasi ad un mese fa), ma vale comunque la pena menzionarla. L’home page di Twitter è stata hackerata da un gruppo di hacker iraniani, che per circa un ora hanno fatto in modo che chiunque provasse ad accedere al servizio di microblogging, la richiesta venisse reindirizzata verso un’altra pagina web che si presentava in questo modo:

l'home page hackerata di Twitter.

Si pensa che l’attacco sia stato commissionato come ritorsione contro Twitter, strumento fondamentale durante le rivolte in Iran per le elezioni presidenziali avvenute all’inizio dell’estate dello scorso anno. Gli autori infatti si sono presentati come soldati del cyber esercito iraniano.

Twitter parla italiano!

12 dicembre 2009

Finalmente Twitter è stato tradotto in italiano. Come è successo per lo spagnolo e per il francese, Jenna Dawn nel blog ufficiale di Twitter ha scritto in data 10 dicembre un bellissimo post in italiano in cui annuncia finalmente che il social netowork vestito di blu ora parla in italiano. Nelle impostazioni del proprio account è possibile impostare la lingua.
Ora le lingue disponibili sono l’inglese, il giapponese, lo spagnolo, il francese e dulcis in fundo anche l’italiano. Bellissima l’immagine pubblicata nel post medesimo con l’uccellino che naviga su una gondola nelle acque veneziane che cinguetta: “Che c’è di nuovo?”. Ecco, inventiamoci la risposta, purchè sia rigorosamente in italiano!

twittter in italiano

L'immagine pubblicata sul blog di Twitter nel post scritto interamente in italiano per dire agli italiani che Twitter è stato tradotto in italiano

Real-Time Google

11 dicembre 2009

A testimonianza di quanto è diventato importante il real time nel mondo di internet, è attivo da pochi giorni un servizio di Google che permette di vedere, accanto al Serp dei risultati di ricerca, anche una piccola parte di real time. E real time significa Twitter. Un piccolo grande passo nell’indicizzazione dei tweet degli utenti, un nuovo strumento 2.0 che fa Google ancora più big.

Per adesso questa nuova funzionalità è attiva soltanto nella versione in inglese, ma è solo questione di tempo e diventerà fruibile anche per tutti i domini del mondo di Google. Magari sfruttando appieno la nuova opzione di Geotagging di Twitter.

Di seguito un breve video di Google di presentazione della nuova funzionalità.

Geotagging

27 novembre 2009

In agosto avevano detto che avrebbero implementato anche la geolocalizzazione dei twitterers, per far si che i propri followers sapessero da dove sta twittando il proprio amico o la persona che ti sta seguendo. Qualche giorno fa, la svolta. La pubblicazione delle Api che ne permettono l’applicazione. Il geotagging, avviabile solo se l’utente lo vuole (opt-in), può essere comunque disabilitato quando meglio si crede. Per rendere possibile tutto questo hanno dovuto cambiare le policy sulla privacy, per ovvie ragioni.

L’applicazione di questa nuova funzione ha essenzialmente il sapore di puro marketing, ma ne avevamo già parlato in precedenza sempre su questo blog.

geotagging

Le nuove Api sulla geolocalizzazione aprono nuovi scenari di marketing

Si intravedono nuove prospettive per i quotidiani locali, che potranno indirizzare le notizie solo ai quei followers che abitano in una determinata zona (più o meno grande). Si pensi passeggiare in via Montenapoleone a Milano e ricevere tweet con le offerte dei negozi che sono vicini.

Per non parlare a livello stradale. Non sarebbe bello se l’Anas avvisasse i bolognesi dell’incidente in tangenziale, suggerendoti (magari con più tweet) una strada alternativa? O se a Roma una twittata ti avvisasse che vicino al quel ministero una manifestazione ha bloccato la strada? O ancora, se passando vicino ad un locale ti inviasse dell’evento del prossimo fine settimana? O magari che in quel centro commerciale un tweet ti avvisasse dello sconto che c’è sui detersivi o sulla birra?

Insomma, qua si sogna ad occhi aperti..

..e ora parla francese..

24 novembre 2009

Prosegue il lavoro di traduzione del social network blu nelle lingue europee. Dapprima partito solo in inglese, è stato poi tradotto in giapponese. E qui si è fermato per parecchio tempo. Poi, qualche mese fa la notizia che sarebbe stato tradotto in spagnolo, francese, italiano e tedesco.
Così all’inizio di questo mese è stata lanciato Twitter in spagnolo. Qualche giorno fa, invece, si è passati a quella francese.

Twitter in francese

Nell'immagine l'home page di Twitter in francese

La traduzione di Facebook (sono oltre 70 le lingue in cui è stato tradotto – tra cui anche il latino)  ha portato all’esplosione del numero di utenti iscritti al social network, che questo accada anche per Twitter? Sarebbe interessante vedere le statistiche degli utenti spagnoli che si sono iscritti a Twitter da quando il servizio è stato tradotto e monitorare questo dato per qualche mese. Da ricordare inoltre che la traduzione è avvenuta a costo zero (per Twitter) e qualche ora per gli utenti che si sono immolati nella -facile- traduzione.

Già ne avevamo parlato qualche post fa sulla traduzione di Twitter, in merito alla traduzione spagnola di Twitter: il 3 novembre è stata lanciata in produzione la versione spagnola. Il 19 la versione francese.

Ci faranno il regalo di Natale e avremo Twitter in italiano prima della fine dell’anno?

Twitter & Google Wave

23 novembre 2009

E se si potesse unire in un’unica piattaforma più applicazioni contemporaneamente, interfacciandosi l’una con le altre e allo stesso tempo in grado di comunicare con più persone?

Fantascienza? No, a quanto pare esiste. Ancora per pochi (solo su invito), ma tra breve disponibile per tutti, di nuovo Google ritorna a stupirci con la sua ultima creatura, o meglio Forza della natura.

Il suo nome è Google Wave, ma forse poteva anche chiamarsi Google Tsunami perchè promette di rivoluzionare il modo di comunicare nella rete.

Google Wave

L'onda di Google sta per essere cavalcata da Twitter

E Twitter? Sin da subito, la big G l’ha integrato, a dimostrazione di quanto è interessato al fenomeno (di recente ritenuto una delle migliori invenzioni del primo decennio del terzo millenio – subissando addirittura l’Ipod). A questo punto sorge il dubbio che Google fosse veramente interessato all’acquisto del social network blu (notizia smentita numerose volte dai vari Larry & Page).

Fattostà che adesso sarà possibile integrare nelle conversazioni di Wave anche i cinguettii degli utenti. Si potrà quindi fare la login e twittare su Google Wave. Ogni modifica che viene fatta viene automaticamente aggiornata anche su twitter.com. C’è anche la possibilità di includere più utenti alla conversazione. Ogni twittata compare in automatico (ma proprio mentre si scrive) per meglio interagire con tutti gli altri twitterers.

Come la maggior parte delle creature Google hanno sin da subito reso disponibili le Api per dare la possibilità al mondo degli sviluppatori di creare nuove applicazioni o per migliorare quelle esistenti. E già le prime applicazioni sono comparse. Da segnalare quella per Iphone, ma ci sono anche quelle su Twitter.

Continua quindi ad espandersi l’universo Twitter, che sta lavorando – o meglio integrandosi – con i leader mondiali dell’informatica e della comunicazione 2.0. Proprio di recente in questo blog abbiamo parlato del binomio Twitter e LinkedIn, e ora addirittura Google.

Nonostante i dubbi iniziali sulla solidità di Twitter (più studi hanno confermato la scarsa fedeltà degli utenti al servizio), in molti intravedono nel microblogging una nuova “new economy”. E si vede.