Il messaggio a tutti gli utenti di Evan Williams

In un micro-post pubblicato da Evan Williams si legge che l’11 gennaio è stato il giorno in cui sono stati scritti più tweet da quando Twitter è attivo.
Forse il messaggio era indirizzato anche a tutti quelli che pensano, scrivono o leggono che Twitter tutto sommato sta perdendo un po’ del suo fascino. Perchè statistiche abbastanza recenti parlano di un decremento di utenti negli ultimi mesi. Ma si sa, la guerra dei numeri non ha mai fatto alcun vincitore assoluto. Nel periodo in cui mi sono interessato ai dati relativi agli accessi al sito e al numero di utenti iscritti (dalla ComScore alla Nielsen Online) mi è capitato di veder confutati dati della stessa azienda; ma questo numero (il numero dei tweet pubblicati) è inconfutabile e sicuramente ci rivela un dato di fatto: che è sempre più usato. Probabilmente è utilizzato più spesso dalle stesse persone (ma in questo caso si dimostra che effettivamente un utilizzo ce l’ha), oppure effettivamente il numero di persone iscritte al servizio di microblogging è aumentato. 

Evan ci lascia con l’augurio che domani potrebbe essere battuto il record del giorno prima, e in ogni caso ha voluto lasciare un messaggio a tutto il mondo: che l’uccelino blu non è ancora morto, e non ha nemmeno intenzione di atterrare.

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Twitter List

3 novembre 2009

E vennero le liste. La novità è di pochi giorni fa, e per correttezza si deve dire che non ancora tutti sono abilitati. Ma è questione di poco tempo e presto il nuovo servizio verrà reso disponibile per tutti. Ma cosa sono? Le liste permettono di condividere una serie di contatti che decidiamo di selezionare elencandoli sotto un unico nome, per argomento o altro. L’idea è quella di implementare la possibilità di pubblicare elenchi specifici di altri account Twitter.  Gli elenchi sono pubblici per l’impostazione predefinita (ma possono essere resi privati) e le liste che hai creato sono collegate al tuo profilo. Naturalmente altri utenti di Twitter possono  iscriversi agli elenchi già creati.
Ciò significa che gli elenchi hanno il potenziale per essere un importante mezzo per scoprire tweets imperdibili ed utenti che valga la pena seguire.

Per i più curiosi è possibile scoprire in quali liste è presente il proprio account twitter, tramite un apposito link.

twitter_moneySe alla fine del 2008 si pensava che Twitter avesse in mente un modello di business vincente, ci si aspettava per il 2009 che questo modello venisse sviluppato e messo in pratica. Invece siamo già a giugno, e non si muove ancora niente. Più o meno.
Perchè se di preciso non c’è ancora nulla, si può provare a fare è un po’ di ordine e un po’ di “Fantatwitter”:
  • Banner pubblicitari: dal gusto un po’ retrò, la prima ipotesi sfruttata da Twitter è stata proprio questa. Sulla versione giapponese del sito di Twitter è comparsa la prima pubblicità. L’unico difetto sta nel fatto che in questo modo è possibile vederlo solo sul sito, che non è l’unico modo per twittare.
  • Account a pagamento: ovvero servizi aggiuntivi rispetto all’account free in cambio di una piccola quota annuale. Ideale per chi con Twitter ci lavora, chiaramente dipende dai tipi di “add-on” che servono.
  • Pubblicità tra i tweet: immaginiamoci un inserzione pubblicitaria, ogni tanto, tra i nostri cinguetti. Certo, uno ogni tanto, non ogni due minuti o dopo 5 nanopost. E magari anche ben segnalato, senza che si possa spacciare per un amico. A queste condizioni non darebbe nemmeno troppo fastidio, se fatto con criterio. Come?  Sfruttando il punto di forza di google. A seconda di determinate parole chiave, la relativa pubblicità. Poco impattante e molto funzionale.
Altre strade potrebbero essere quella di trovare un opinion leader, ovvero un utente con molti, moltissimi followers, che “consiglia” di utilizzare un prodotto piuttosto che un altro. In questo caso però la monetizzazione è indirizzata verso l’utente, non verso chi gestisce il servizio (Twitter).