Twitter & Google Wave

23 novembre 2009

E se si potesse unire in un’unica piattaforma più applicazioni contemporaneamente, interfacciandosi l’una con le altre e allo stesso tempo in grado di comunicare con più persone?

Fantascienza? No, a quanto pare esiste. Ancora per pochi (solo su invito), ma tra breve disponibile per tutti, di nuovo Google ritorna a stupirci con la sua ultima creatura, o meglio Forza della natura.

Il suo nome è Google Wave, ma forse poteva anche chiamarsi Google Tsunami perchè promette di rivoluzionare il modo di comunicare nella rete.

Google Wave

L'onda di Google sta per essere cavalcata da Twitter

E Twitter? Sin da subito, la big G l’ha integrato, a dimostrazione di quanto è interessato al fenomeno (di recente ritenuto una delle migliori invenzioni del primo decennio del terzo millenio – subissando addirittura l’Ipod). A questo punto sorge il dubbio che Google fosse veramente interessato all’acquisto del social network blu (notizia smentita numerose volte dai vari Larry & Page).

Fattostà che adesso sarà possibile integrare nelle conversazioni di Wave anche i cinguettii degli utenti. Si potrà quindi fare la login e twittare su Google Wave. Ogni modifica che viene fatta viene automaticamente aggiornata anche su twitter.com. C’è anche la possibilità di includere più utenti alla conversazione. Ogni twittata compare in automatico (ma proprio mentre si scrive) per meglio interagire con tutti gli altri twitterers.

Come la maggior parte delle creature Google hanno sin da subito reso disponibili le Api per dare la possibilità al mondo degli sviluppatori di creare nuove applicazioni o per migliorare quelle esistenti. E già le prime applicazioni sono comparse. Da segnalare quella per Iphone, ma ci sono anche quelle su Twitter.

Continua quindi ad espandersi l’universo Twitter, che sta lavorando – o meglio integrandosi – con i leader mondiali dell’informatica e della comunicazione 2.0. Proprio di recente in questo blog abbiamo parlato del binomio Twitter e LinkedIn, e ora addirittura Google.

Nonostante i dubbi iniziali sulla solidità di Twitter (più studi hanno confermato la scarsa fedeltà degli utenti al servizio), in molti intravedono nel microblogging una nuova “new economy”. E si vede.