Twitter & LinkedIn

13 novembre 2009

Twitter and LikedIn

Il simbolo della nuova alleanza

Continuano le alleanze. Dopo aver trovato l’accordo per fare telefonate voip tramite Twitter (il cui unico limite è la lunghezza della telefonata – al massimo due minuti) ora l’uccellino più famoso del mondo ha stretto amicizia con un altro social network unico nel suo genere, LinkedIn.

Ora, grazie a questo accordo, gli utenti di entrambi i servizi potranno aggiornare il loro account da entrambe le piattaforme. Grazie alla partnership, spiega LinkedIn in una nota, gli utenti della rete sociale dedicata al mondo del lavoro e ai liberi professionisti avranno la possibilità di «condividere informazioni e conoscenze strategiche per il loro business all’interno di un network di contatti ancora più ampio, ma anche tenere traccia e gestire i propri “Twitter feed” direttamente dal profilo su LinkedIn, monitorando in modo immediato le notizie e le discussioni più recenti sul loro settore d’interesse»

Un altro modo per la compagnia di Biz Stone di spostare la piattaforma in un lato sempre più business, in linea con le dichiarazioni fatte un po’ di tempo fa, e un modo per LinkedIn di diventare più immediato e veloce, elemento fondamentale in un mondo del lavoro sempre più legato all’immediatezza delle informazioni.

In questo video, Biz Stone (co-fondatore di Twitter) e Reid Hoffman (co-fondatore di LinkedIn) spiegano assieme le loro motivazioni sul perchè di questa partnership.

In questo link troverete le istruzioni di LinkedIn per integrare al meglio i due servizi.

Twitter parla spagnolo

6 novembre 2009

L’avevano promesso e sono passati dalle parole ai fatti. Twitter è stato tradotto in spagnolo. Avevano detto che presto avrebbero tradotto la piattaforma di nano-blogging in spagnolo, tedesco, francese e anche in italiano. La notizia è stata data da Biz Stone attraverso il blog , naturalmente in spagnolo.

La procedura è stata affidata (sul modello di WordPress) direttamente agli utenti spagnoli di Twitter. In un video su YouTube spiegano ai volontari come accedere al sistema di traduzione.

twitter spagnolo

Inutile dire l’utilità della traduzione. Finalmente anche chi avrà problemi con l’inglese potrà utilizzare Twitter; e i numeri continueranno a salire..

Facebook vs. Twitter

15 settembre 2009

Nelle grandi reti sociali che popolano la rete si può dire che loro due sono quelli che stanno riempiendo le pagine dei principali giornali mondiali. E a leggere gli articoli sembra che questo sia un autunno particolarmente caldo per i social network; grandi cambiamenti in vista, restyling, accordi commerciali, monetizzazione, e chi più ne ha più ne metta.
E mentre il primo sembra alleggerirsi di tutto quello che è in più, il secondo invece aggiunge qualche novità, “lasciando le porte aperte alla pubblicità” (come piace dire a Biz Stone). La versione leggera di Facebook (Facebook lite – bisogna impostare la lingua in inglese, uscire e poi rientrare) partita in via sperimentale negli Stati Uniti e in India è pensata per tutte quelle zone del mondo dove ci sono connessioni particolarmente lente anche se, una volta messa a punto, coloro che vorranno potranno usarla. Per questo motivo Facebook Lite è stato tagliato di tutte quelle applicazioni che lo rendevano decisamente pesante (pubblicità a parte).
La versione “pesante” di Twitter oltre ad avere la pubblicità nel sito, sarà a pagamento per le aziende che potranno beneficiare di una sorta di tweet-rassegna per monitorare i messaggi che parlano di una certa ditta.
Insomma, alla fine i due social network sembrano convergere. Con il risultato che il prodotto però sembra molto simile.

No more SMS in UK!

11 settembre 2009

Twitter ha bloccato il servizio SMS nella Gran Bretagna. Per adesso, gli unici paesi dov’è ancora possibile mandare SMS per aggiornare lo status sono gli Stati Uniti, il Canada e l’India. Inutile dire che con questa mossa ha perso il potenziale modello di business con cui è diventato famoso.
Nel Regno Unito è ancora possibile mandare i messaggi, mentre invece ne è stata disabilitata la ricezione. Nel blog di Twitter, Biz Stone, il co-fondatore di Twitter, scrive nel suo post che con un limite di 250 messaggi alla settimana per utente, la spesa annua si sarebbe aggirata attorno ai 1000 dollari (ad utente). Per i tre paesi rimasti invece è stato possibile negoziare con gli operatori mobili per avere una tariffa più agevolata. Accordo che non è stato possibile ottenere in UK.
Tuttavia, come qualche esperto nel settore dei cellulari ha incominciato a far notare, Twitter poteva fare dei pacchetti per tutti quegli heavy users per dialogare con i loro twitters via SMS. Tuttavia molti altri si sono mostrati irritati per la prossima interruzione del servizio. Molti utenti hanno confessato che smetteranno di usarlo. Insomma, praticamente tutti si sono stupiti che non siano riusciti a trovare una sorta di tariffa flat per i messaggi. Twitter infatti ha preso piede rispetto il rivale Jaiku (comprato e trascurato da Google) proprio perchè c’era la possibilità di interagire con il cellulare. Ma questo non è successo, con il risultato certo che Twitter ha perso una grossa fetta di mercato. Il disappunto, oltre che su Twitter, è spuntato anche su facebook.

Biz Stone conclude dicendo che Twitter farà il possibile in tutti i continenti del mondo per cercare di far comunicare i propri utenti con i cellulari. Qualsiasi stato che proporrà dei costi ragionevoli.

La cosa strana, dai documenti che ho consultato in rete, è che nessuno ha ipotizzato che Twitter in modo più o meno involontario voglia interrompere il servizio per sms. Un servizio che era a pagamento sia per Twitter che per l’utente finale. Probabilmente Twitter sta cercando di ipotizzare un modello di business che continui a basarsi sui celluari, ma che si sviluppi attraverso quei cellulari che hanno la possibilità di navigare su internet, sfruttando il fatto che entro breve la maggior parte dei telefonini saranno di ultima generazione (e con scheda wireless integrata). In questo modo non solo l’effetto sarà lo stesso (aggiornare il proprio status col telefonino), ma il costo verrà interamente scaricato sull’utente finale (che paga la connessione al proprio operatore).

Come si suol dire, giusto per rimanere in tema, due piccioni con una fava..

GeoTwitter

1 settembre 2009

Una volta, seduto sull’autobus magari per andare a scuola o a lavoro, non avresti mai immaginato non so, i gusti musicali della persona seduta accanto a te, o le preferenze a tavola piuttosto che i film preferiti. Tutto questo potrebbe succedere entro breve. Con Twitter. Al ristorante, a lavoro, in metropolitana ma anche a casa nel proprio appartamento potresti scoprire chi twitta nei paraggi e cosa twitta. Come? Con il nuovo sistema di geolocalizzazione che Biz Stone ha dichiarato di mettere a punto entro breve; rilasciando anche le API, in modo tale che chiunque ne abbia voglia possa sbizzarrirsi con queste nuove possibilità. Potrebbe essere un’ottima occasione per fare nuove conoscenze, per rispondere ai tweet o followare nuove persone. Io ci intravedo anche nuovi metodi di marketing. Pensate se, mentre percorri una via Veneto o una galleria Montenapoleone ti arrivano direttamente sul tuo cellulare, sul tuo account di twitter, le offerte dei negozi presenti in un raggio di pochi metri. Roba da  Minority Report.

Twitter Hack Down

7 agosto 2009

06/08/09 15:30 (ora italiana) – Questa data rimarrà alla storia per  il primo attacco informatico massiccio ai social network, Twitter e Facebook in testa. Twitter, colpito in maniera molto pesante, è rimasto giù per parecchie ore. Facebook e Friendfeed sono invece insolitamente molto lenti. A chi li ha interpellati hanno dichiarato un laconico “stiamo indagando”. La conferma dell’attacco è stata data direttamente dal blog del boss di Twitter, Biz Stone.

Tecnicamente il tipo di attacco informatico subito si chiama Denial of Service (negazione di servizio), ovvero quando arrivano un sacco di richieste a quella pagina web tanto da rendere impossibile alle macchine di soddisfarle tutte. Il servizio è stato messo in ginocchio in tutte le parti del mondo, nessuno è stato risparmiato. Addirittura chi ha provato a collegarsi con il sito, un messaggio diceva di riavviare il pc per proteggersi dal rischio di infezioni.

La notizia ha avuto un eco mediatico mai visto prima, con servizi sui maggiori telegiornali mondiali e migliaia di post pubblicati in poche ore sulla blogosfera.

L’attacco è stato reso possibile da una vulnerabilità del sistema, ed è stato dichiarato dagli uffici newyorkesi di Twitter che il servizio verrà ripristinato solamente quando saranno in grado di correggere il bug, che per dovere di cronaca è accaduto un paio d’ore più tardi, anche se il servizio è andato a singhiozzo per tutto il giorno.

Molto interessante questo articolo di Alessio Balbi sugli scenari inquietanti che potrebbero esserci dietro gli attacchi ai social network dei giorni scorsi.