Redirect Iran

11 gennaio 2010

La notizia non è propriamente recente (risale quasi ad un mese fa), ma vale comunque la pena menzionarla. L’home page di Twitter è stata hackerata da un gruppo di hacker iraniani, che per circa un ora hanno fatto in modo che chiunque provasse ad accedere al servizio di microblogging, la richiesta venisse reindirizzata verso un’altra pagina web che si presentava in questo modo:

l'home page hackerata di Twitter.

Si pensa che l’attacco sia stato commissionato come ritorsione contro Twitter, strumento fondamentale durante le rivolte in Iran per le elezioni presidenziali avvenute all’inizio dell’estate dello scorso anno. Gli autori infatti si sono presentati come soldati del cyber esercito iraniano.

Annunci

Tweet stop link

27 agosto 2009

Twitter ha deciso che verrà messo un filtro per bloccare quei link che portano a siti contenenti malware. Questa decisione è stata presa a seguito di diversi episodi spiacevoli avvenuti nella breve storia dell’uccellino più famoso del mondo. Sta di fatto che da adesso, chiunque voglia inserire all’interno della propria twittata un collegamento ad un sito con dei malware, comparirà il messaggio “Oops! Il tuo tweet conteneva un URL di un noto sito di malware”. Sembra una storia a lieto fine, ma non è tutto oro quello che luccica. Perchè il meccanismo funziona, ma solo con la navigazione via browser (e quindi non con i cellulari), ma soprattutto non funziona se i collegamenti vengono accorciati da altri siti come tinyurl. Insomma, si può fare di meglio..

Nuovo Attacco!!

17 agosto 2009

Metaforicamente parlando è come se si fosse aperta la stagione di caccia. Sì, perchè in meno di una settimana sono stati due i tentativi (peraltro riusciti) di abbattere l’uccellino Twitter. Che sicuramente se non l’hanno ucciso gli hanno comunque ferito le ali. Stavolta non è riuscito a volare per oltre mezz’ora. Il tipo di attacco informatico è sempre lo stesso: il denial of services distribuito (DDoS). Quindi dalle 21 (circa) alle 21.30 dell’11 agosto 2009  il servizio è stato messo fuori uso. E anche dopo, a detta di molti non funzionava proprio brillantemente.

Nel frattempo si aprono inquietanti retroscena circa il primo attacco di cinque giorni fa: perchè pare che l’attacco non fosse diretto a Twitter o a Facebook, ma sembra ad un utente che ha account in entrambe le piattaforme. L’account è quello di Cyxymu (come la città della Georgia), e combatte contro il regime una battaglia per la libertà d’informazione. Quindi l’obiettivo era tarpare solo le sue ali..

Twitter document

16 agosto 2009

Non scherzava “Hacker Croll”. Così si fa chiamare. Il suo vero nome lo tiene ben nascosto, immagino sia ricercato già da un po’ di tempo. Fattostà che da vero hacker, dopo aver attaccato con successo i computer della sede di Twitter, ha deciso di condividere alcune informazioni con la comunità internauta. Per fare questo ha inviato una serie di documentazioni, un file zip con dentro 310 documenti, alla sede di TechCruch (noto sito specializzato nell’analisi dei nuovi prodotti e delle nuove aziende legate al mondo di internet). I quali immagino abbiano sgranato gli occhi e dopo averci ragionato un po’ hanno deciso di condividerne alcuni (non tutti) sul sito specializzato. Dentro questi 310 file ci sono le più disparate informazioni, che vanno dagli accordi commerciali con diverse aziende ai progetti finanziari, passando anche per le preferenze dei pasti dei vari dipendenti, numeri di telefono e password. Informazioni che ovviamente non hanno pubblicato. Ma alcuni dettagli invece, quelli che secondo loro non invadono la loro linea “etica”, li hanno postati. Con rivelazioni a dir poco sconvolgenti.
Questo ovviamente non ha fatto piacere ai dirigenti Twitter, che ha cercato di negoziare (a suon di avvocati) i documenti in possesso a TechCruch. Con scarsi risultati.
E così si scopre il piano commerciale di Twitter a lungo termine, un piano che sembra toccare addirittura il 2013 (per internet 4 anni sono un’eternità).
Nel terzo semestre del 2009 (quello in cui ci troviamo adesso) Twitter.com conta di avere il primo reddito della sua storia. Preventivando la modesta cifra di 400mila dollari( TechCrunch si domanda come pensano di guadagnare 400mila dollari in meno di 6 mesi.. Che diventeranno invece 4 milioni alla fine di quest’anno. Il documento mostra anche il progetto di crescita delle utenze (25 milioni alla fine del 2009, cifra che hanno già bello che superato). Per la fine dell’anno prossimo invece, Twitter mette in conto di avere un reddito di 140 milioni di dollari.
A febbraio la compagnia aveva 45 milioni in banca (che nel frattempo è aumentato a 55 milioni). Le aspettative preventivano che ogni utente gli costi all’incirca un dollaro all’anno.
A fine corsa, quella del 2013, sperano di avere un miliardo di utenti, 1,54 miliardi di dollari di incasso, 5200 impiegati e 1,1 milardi di guadagno derivato dalla rete. Chi vivrà vedrà..

(qui l’articolo originale di TechCrunch)

Twitter Hack Down

7 agosto 2009

06/08/09 15:30 (ora italiana) – Questa data rimarrà alla storia per  il primo attacco informatico massiccio ai social network, Twitter e Facebook in testa. Twitter, colpito in maniera molto pesante, è rimasto giù per parecchie ore. Facebook e Friendfeed sono invece insolitamente molto lenti. A chi li ha interpellati hanno dichiarato un laconico “stiamo indagando”. La conferma dell’attacco è stata data direttamente dal blog del boss di Twitter, Biz Stone.

Tecnicamente il tipo di attacco informatico subito si chiama Denial of Service (negazione di servizio), ovvero quando arrivano un sacco di richieste a quella pagina web tanto da rendere impossibile alle macchine di soddisfarle tutte. Il servizio è stato messo in ginocchio in tutte le parti del mondo, nessuno è stato risparmiato. Addirittura chi ha provato a collegarsi con il sito, un messaggio diceva di riavviare il pc per proteggersi dal rischio di infezioni.

La notizia ha avuto un eco mediatico mai visto prima, con servizi sui maggiori telegiornali mondiali e migliaia di post pubblicati in poche ore sulla blogosfera.

L’attacco è stato reso possibile da una vulnerabilità del sistema, ed è stato dichiarato dagli uffici newyorkesi di Twitter che il servizio verrà ripristinato solamente quando saranno in grado di correggere il bug, che per dovere di cronaca è accaduto un paio d’ore più tardi, anche se il servizio è andato a singhiozzo per tutto il giorno.

Molto interessante questo articolo di Alessio Balbi sugli scenari inquietanti che potrebbero esserci dietro gli attacchi ai social network dei giorni scorsi.