Il messaggio a tutti gli utenti di Evan Williams

In un micro-post pubblicato da Evan Williams si legge che l’11 gennaio è stato il giorno in cui sono stati scritti più tweet da quando Twitter è attivo.
Forse il messaggio era indirizzato anche a tutti quelli che pensano, scrivono o leggono che Twitter tutto sommato sta perdendo un po’ del suo fascino. Perchè statistiche abbastanza recenti parlano di un decremento di utenti negli ultimi mesi. Ma si sa, la guerra dei numeri non ha mai fatto alcun vincitore assoluto. Nel periodo in cui mi sono interessato ai dati relativi agli accessi al sito e al numero di utenti iscritti (dalla ComScore alla Nielsen Online) mi è capitato di veder confutati dati della stessa azienda; ma questo numero (il numero dei tweet pubblicati) è inconfutabile e sicuramente ci rivela un dato di fatto: che è sempre più usato. Probabilmente è utilizzato più spesso dalle stesse persone (ma in questo caso si dimostra che effettivamente un utilizzo ce l’ha), oppure effettivamente il numero di persone iscritte al servizio di microblogging è aumentato. 

Evan ci lascia con l’augurio che domani potrebbe essere battuto il record del giorno prima, e in ogni caso ha voluto lasciare un messaggio a tutto il mondo: che l’uccelino blu non è ancora morto, e non ha nemmeno intenzione di atterrare.

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Twitter helps Haiti

13 gennaio 2010

A testimonianza di quanto oramai è diventato importante, Twitter è diventato indispensabile anche (e soprattutto) per la diffusione delle notizie in tempo reale. E quindi dopo la morte di Micheal Jackson, le rivolte in Iran, e anche il caso del terremoto in Abruzzo, in queste ultime ore è stato letteralmente preso d’assalto da tutti gli utenti del mondo per restare aggiornati (e in alcuni casi aiutare) sull’ultima devastante tragedia avvenuta poche ore fa ad Haiti. Sono migliaia gli aggiornamenti ogni secondo che vengono postati sulle ultime news ed immagini provenienti dal Mar dei Caraibi. Meta ogni anno di milioni di turisti e già duramente colpita da un uragano nel 2004, questo rappresenta l’ennesimo colpo di grazia per una nazione che sicuramente non si può annoverare tra le più ricche del pianeta.
Su twitter l’hashtag #helphaiti e #haiti continuano ad aggiornare la lista di sangue delle vittime del terremoto.
Mentre con lo tsunami avvenuto il 26 dicembre del 2004 nel sud est asiatico gli internauti comuni grazie ai loro blog e ai loro siti si sono resi partecipi nell’aggiornare la lista delle persone disperse – in molti casi superando sia in termini di tempo che in termini di qualità il lavoro delle varie istituzioni internazionali – si può comodamente affermare che Twitter ha preso di prepotenza il ruolo di informatore non ufficiale del mondo.

Il National Palace ad Haiti danneggiato dal tremendo sisma

Redirect Iran

11 gennaio 2010

La notizia non è propriamente recente (risale quasi ad un mese fa), ma vale comunque la pena menzionarla. L’home page di Twitter è stata hackerata da un gruppo di hacker iraniani, che per circa un ora hanno fatto in modo che chiunque provasse ad accedere al servizio di microblogging, la richiesta venisse reindirizzata verso un’altra pagina web che si presentava in questo modo:

l'home page hackerata di Twitter.

Si pensa che l’attacco sia stato commissionato come ritorsione contro Twitter, strumento fondamentale durante le rivolte in Iran per le elezioni presidenziali avvenute all’inizio dell’estate dello scorso anno. Gli autori infatti si sono presentati come soldati del cyber esercito iraniano.