Quando si crea qualcosa che funziona, specialmente su internet, è pratica comune che venga copiato. O se non proprio copiato, che venga creato qualcosa di molto simile. Così ideato Twitter, è nato Plurk, un social network praticamente identico. Ma passare dai cloni alle parodie di strada ne passa. Evidentemente non abbastanza, dato che da poco è comparso Woofer, un piattaforma la cui caratteristica è che i post devono essere lunghi almeno 1400 caratteri. Stravolgendo tutte le regole di Twitter: post lunghissimi, il divieto di scrivere abbreviazioni, la raccomandazione di usare avverbi e tutto quello che può essere necessario ad allungare il messaggio. L’interfaccia grafica pressochè identica a Twitter e schiaffo finale, l’icona simbolo del servizio un cane. Blu. Da qui Woofer (latrare). I fondatori di questo nuovo ed originale servizio sia sono subito dichiarati grossi fan di twitter, ma hanno subito prese le distanze per evitare noie legali: “Non siamo Twitter e non siamo in alcun modo affiliati a loro”, si legge nel sito.

Siccome la piattaforma di micro-blogging è aperta, per fare il primo latrato (o macro-post) basta inserire l’account di Twitter e avere molta fantasia per cercare di riempire almeno i primi 1400 caratteri; sì, perchè se si prova a scrivere lo stesso carattere (ad esempio: “aaaaaaaaaaaa…”) compare il messaggio che tradotto suona più o meno così: “Nessun latrato. Veramente?! 1400 caratteri e usi solo la lettera ‘a’? Puoi fare di meglio….”

Allora una domanda nasce spontanea. A quando un servizio chiamato, non so, Trumper (trumpet  = barrire), dove si può scrivere un solo post ad utente??

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Tweet stop link

27 agosto 2009

Twitter ha deciso che verrà messo un filtro per bloccare quei link che portano a siti contenenti malware. Questa decisione è stata presa a seguito di diversi episodi spiacevoli avvenuti nella breve storia dell’uccellino più famoso del mondo. Sta di fatto che da adesso, chiunque voglia inserire all’interno della propria twittata un collegamento ad un sito con dei malware, comparirà il messaggio “Oops! Il tuo tweet conteneva un URL di un noto sito di malware”. Sembra una storia a lieto fine, ma non è tutto oro quello che luccica. Perchè il meccanismo funziona, ma solo con la navigazione via browser (e quindi non con i cellulari), ma soprattutto non funziona se i collegamenti vengono accorciati da altri siti come tinyurl. Insomma, si può fare di meglio..

Don’t use Twitter!

23 agosto 2009

Twitter ormai sembra essere entrato nella vita quotidiana della gente, soprattutto negli States; carina quindi l'idea di creare questa foto (ovviamente falsa) in cui si chiede, in caso d'incendio, di non twittare!

Twitter ormai sembra essere entrato nella vita quotidiana della gente, soprattutto negli States; carina quindi l'idea di creare questa foto (ovviamente falsa) in cui si chiede, in caso d'incendio, di non twittare!

TwitPay

19 agosto 2009

PayPal apre le ali. Anche Paypal sfrutta Twitter per il suo business. La notizia sicuramente farà scalpore nell’ambiente perchè finalmente la più famosa banca online, quella più sfruttata per i pagamenti su internet, ha deciso di utilizzare Twitter per far si che gli utenti possano scambiarsi soldi.

Cos’è successo? Secondo quanto trapelato dagli esperti del settore sembra che Paypal abbia deciso di rilasciare le sue API per permettere agli sviluppatori di creare applicazioni per l’acquisto di software sui cellulari (Iphone e Blackberry in prima linea). Quindi Paypal per comprare programmi per cellulari. Ma non solo. Anche notizie ad esempio, oppure, come ha fatto la Microsoft con l’Xbox 360 per comprare giochi online. Insomma, questa novità sull’e-commerce sta spalancando orizzonti fino a poco tempo fa inimmaginabili, specialmente nei social network che stanno cercando in tutti i modi di monetizzare tutto il loro potenziale.

Il loro problema è che per adesso il mercato sembra ancora immaturo. Gli unici che sono riusciti a sfruttare questo spazio sono gli sviluppatori, forti del fatto che è molto più facile comprare un’applicazione per cellulare che una  notizia. Per quella bisogna vedere chi è disposto a comprarla e se il gioco vale la candela, anzi, il click.

Nuovo Attacco!!

17 agosto 2009

Metaforicamente parlando è come se si fosse aperta la stagione di caccia. Sì, perchè in meno di una settimana sono stati due i tentativi (peraltro riusciti) di abbattere l’uccellino Twitter. Che sicuramente se non l’hanno ucciso gli hanno comunque ferito le ali. Stavolta non è riuscito a volare per oltre mezz’ora. Il tipo di attacco informatico è sempre lo stesso: il denial of services distribuito (DDoS). Quindi dalle 21 (circa) alle 21.30 dell’11 agosto 2009  il servizio è stato messo fuori uso. E anche dopo, a detta di molti non funzionava proprio brillantemente.

Nel frattempo si aprono inquietanti retroscena circa il primo attacco di cinque giorni fa: perchè pare che l’attacco non fosse diretto a Twitter o a Facebook, ma sembra ad un utente che ha account in entrambe le piattaforme. L’account è quello di Cyxymu (come la città della Georgia), e combatte contro il regime una battaglia per la libertà d’informazione. Quindi l’obiettivo era tarpare solo le sue ali..

Twitter document

16 agosto 2009

Non scherzava “Hacker Croll”. Così si fa chiamare. Il suo vero nome lo tiene ben nascosto, immagino sia ricercato già da un po’ di tempo. Fattostà che da vero hacker, dopo aver attaccato con successo i computer della sede di Twitter, ha deciso di condividere alcune informazioni con la comunità internauta. Per fare questo ha inviato una serie di documentazioni, un file zip con dentro 310 documenti, alla sede di TechCruch (noto sito specializzato nell’analisi dei nuovi prodotti e delle nuove aziende legate al mondo di internet). I quali immagino abbiano sgranato gli occhi e dopo averci ragionato un po’ hanno deciso di condividerne alcuni (non tutti) sul sito specializzato. Dentro questi 310 file ci sono le più disparate informazioni, che vanno dagli accordi commerciali con diverse aziende ai progetti finanziari, passando anche per le preferenze dei pasti dei vari dipendenti, numeri di telefono e password. Informazioni che ovviamente non hanno pubblicato. Ma alcuni dettagli invece, quelli che secondo loro non invadono la loro linea “etica”, li hanno postati. Con rivelazioni a dir poco sconvolgenti.
Questo ovviamente non ha fatto piacere ai dirigenti Twitter, che ha cercato di negoziare (a suon di avvocati) i documenti in possesso a TechCruch. Con scarsi risultati.
E così si scopre il piano commerciale di Twitter a lungo termine, un piano che sembra toccare addirittura il 2013 (per internet 4 anni sono un’eternità).
Nel terzo semestre del 2009 (quello in cui ci troviamo adesso) Twitter.com conta di avere il primo reddito della sua storia. Preventivando la modesta cifra di 400mila dollari( TechCrunch si domanda come pensano di guadagnare 400mila dollari in meno di 6 mesi.. Che diventeranno invece 4 milioni alla fine di quest’anno. Il documento mostra anche il progetto di crescita delle utenze (25 milioni alla fine del 2009, cifra che hanno già bello che superato). Per la fine dell’anno prossimo invece, Twitter mette in conto di avere un reddito di 140 milioni di dollari.
A febbraio la compagnia aveva 45 milioni in banca (che nel frattempo è aumentato a 55 milioni). Le aspettative preventivano che ogni utente gli costi all’incirca un dollaro all’anno.
A fine corsa, quella del 2013, sperano di avere un miliardo di utenti, 1,54 miliardi di dollari di incasso, 5200 impiegati e 1,1 milardi di guadagno derivato dalla rete. Chi vivrà vedrà..

(qui l’articolo originale di TechCrunch)

Parafrasando (e stravolgendo) le parole di Cristo, è questo il senso che Neil Williams (Department for Business, Innovation and Skills -BIS-) ha voluto dare divulgando il “Template Twitter Strategy for Government Departments”. Proprio in Gran Bretagna il governo di sua maestà incita i propri dipendenti ad usare la popolare forma di microblogging per comunicare meglio ai propri cittadini quello che viene svolto da loro. Il documento, che si trova a questo link , è di una ventina di pagine (un po’ prolisso forse) e spiega come usare correttamente il social network. Un vero e proprio tutorial sulla “twetiquette” da usare per essere informativi ma non pedanti, per svelare importanti retroscena pur restando in linea col governo. I più maligni dicono che questo sia l’ennesimo tentativo per Gordon Brown di cavalcare l’onda dei social network, dato che ultimamente con i canali della rete ha rischiato più volte di affogare. Una recente intervista rilasciata su youtube è stata un vero boomerang politico per lui e il suo staff.

Per quel che riguarda la politica e twitter a livello mondiale il recordman è il neo presidente degli Stati Uniti Barak Obama, con 1.800.000 followers sparsi per il pianeta.

A livello locale invece uno dei più attivi è il Ministro degli esteri Frattini che recentemente ha pubblicato le cifre dei suoi primi quindici mesi di lavoro con incontri in italia e in giro per il mondo. “28 giri del mondo” conclude Frattini. “A spese del contribuente..” avrei aggiunto io.

Twitter Hack Down

7 agosto 2009

06/08/09 15:30 (ora italiana) – Questa data rimarrà alla storia per  il primo attacco informatico massiccio ai social network, Twitter e Facebook in testa. Twitter, colpito in maniera molto pesante, è rimasto giù per parecchie ore. Facebook e Friendfeed sono invece insolitamente molto lenti. A chi li ha interpellati hanno dichiarato un laconico “stiamo indagando”. La conferma dell’attacco è stata data direttamente dal blog del boss di Twitter, Biz Stone.

Tecnicamente il tipo di attacco informatico subito si chiama Denial of Service (negazione di servizio), ovvero quando arrivano un sacco di richieste a quella pagina web tanto da rendere impossibile alle macchine di soddisfarle tutte. Il servizio è stato messo in ginocchio in tutte le parti del mondo, nessuno è stato risparmiato. Addirittura chi ha provato a collegarsi con il sito, un messaggio diceva di riavviare il pc per proteggersi dal rischio di infezioni.

La notizia ha avuto un eco mediatico mai visto prima, con servizi sui maggiori telegiornali mondiali e migliaia di post pubblicati in poche ore sulla blogosfera.

L’attacco è stato reso possibile da una vulnerabilità del sistema, ed è stato dichiarato dagli uffici newyorkesi di Twitter che il servizio verrà ripristinato solamente quando saranno in grado di correggere il bug, che per dovere di cronaca è accaduto un paio d’ore più tardi, anche se il servizio è andato a singhiozzo per tutto il giorno.

Molto interessante questo articolo di Alessio Balbi sugli scenari inquietanti che potrebbero esserci dietro gli attacchi ai social network dei giorni scorsi.

Smalltalkapp

2 agosto 2009

Questa applicazione è una delle migliori che abbia mai visto. In questo sito è possibile vedere il meteo degli Stati Uniti. Ma non è il risultato di chissà quali mega computer, satelliti o ingegneri. No, è molto più “semplice“. Non fa altro che navigare tra i più comuni social network della rete (Facebook e Twitter su tutti) e scandagliare gli status di tutti gli utenti. Se, all’interno dello status, compare una parola tra quelle considerate chiave e che sia comunque inerente al meteo, la processa (guardando in che zona geografica è l’utente) e carica la notizia in questa mappa tematica virtuale. A seconda del tempo che fa, la mappa si colora di un certo colore in quella zona. L’affidabilità è data dal numero di utenti. Più utenti affermano che piove, più la notizia è probabile che sia vera.

Ad esempio il sistema  trova nel circuito dei social network questa frase: “Totally just got soaked! Rain and hail!!” (Sono totalmente inzuppato! Pioggia e grandine!!). Analizza dove si trova l’utente, e inserisce nella mappa che in quel posto piove.

Ma c’è l’altro lato della medaglila. Ad esempio: il nuovo sistema operativo della Apple si chiama “Snow Leopard”. Il problema? Che tutti i commenti che la gente scrive sul nuovo Mac Os vengono “scambiati” per condizioni climatiche (e quindi sembra che nevichi sempre). I prodotti Apple hanno una percentuale di utilizzo piuttosto bassa, ma questo può comunque deviare significativamente le esatte condizioni climatiche.

In ogni caso è un sito interessante che fa capire come le reti sociali, se collegate tra loro, riescono con uno strumento virtuale a dare un’immagine effettivamente reale. 10 e lode.