Ha sempre combattuto con il coltello tra i denti, e anche questa volta non è stato da meno. Come sempre molto tecnologico, una delle sue ultime apparizioni pubbliche  l’ha fatta proprio su Twitter e Youtube e guardacaso, proprio con un coltello in mano – nemmeno troppo piccolo. Il video dura solo mezzo minuto e non è altro che per ringraziare i californiani (di cui Schwarzy è il governatore) per le idee ricevute per risanare le casse dello stato (con il più alto debito pubblico degli Stati Uniti). Gli è piaciuta molto l’idea di autografare le auto blu della California e venderle, approfittando della sua celebrità.

Ha concluso chiedendo di suggerirgli altre idee. Ecco, magari migliori e un po’ più serie..

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TwitterSpam

22 luglio 2009

Succede anche questo: una nota azienda inglese di arredamento, la HabitatUK ,  taggando opportunamente gli hashtag con le recenti notizie iraniane, ha fatto in modo che chiunque ricercasse le notizie sulla rivolta iraniana comparisse il seguente cinguettio: “#MOUSAVI join the database for free to win a £1000 gift card“.
Questo ha provocato forti malumori tra gli utenti della rete, tanto da rendere costretta la Habitat a scuse ufficiali da parte dei dirigenti, incolpando un non meglio specificato dipendente di aver manomesso la loro macchina pubblicitaria.
La loro difesa è stata un laconico: “Abbiamo notato che i dieci tag più popolari sono stati associati ai nostri tweet pubblicitari, senza però nessuna autorizzazione da parte dei vertici aziendali”.
Sarà, ma i dubbi che l’abbiano fatto di proposito rimangono..

L’ipotesi ventilava già da tempo, molto tempo. Ora sembra che si sia tradotta in realtà. Si chiamaBe-A-Magpie e assicura un guadagno da 400 dollari per un account da 30000 followers. E’ questa l’idea per dei messaggi pubblicitari nella timeline di ciascun utente followers, in versione di tweet, con un meccanismo che ricorda molto quello utilizzato da Google AdSense. C’è però chi storce il naso per diversi motivi. Diversi sono gli utenti che non approvano questo tipo di advertising per l’eventuale fastidio che può dare, per “l’intimità” persa tra chi segue e chi è seguito, e chi paventa addirittura violazioni di policy di Twitter e il conseguente ban dell’utente. Su questo però non c’è ancora nulla di certo, dato che per il momento le condizioni contrattuali di Twitter non trattano in modo esaustivo l’eventualità. Staremo a vedere..

twitter_moneySe alla fine del 2008 si pensava che Twitter avesse in mente un modello di business vincente, ci si aspettava per il 2009 che questo modello venisse sviluppato e messo in pratica. Invece siamo già a giugno, e non si muove ancora niente. Più o meno.
Perchè se di preciso non c’è ancora nulla, si può provare a fare è un po’ di ordine e un po’ di “Fantatwitter”:
  • Banner pubblicitari: dal gusto un po’ retrò, la prima ipotesi sfruttata da Twitter è stata proprio questa. Sulla versione giapponese del sito di Twitter è comparsa la prima pubblicità. L’unico difetto sta nel fatto che in questo modo è possibile vederlo solo sul sito, che non è l’unico modo per twittare.
  • Account a pagamento: ovvero servizi aggiuntivi rispetto all’account free in cambio di una piccola quota annuale. Ideale per chi con Twitter ci lavora, chiaramente dipende dai tipi di “add-on” che servono.
  • Pubblicità tra i tweet: immaginiamoci un inserzione pubblicitaria, ogni tanto, tra i nostri cinguetti. Certo, uno ogni tanto, non ogni due minuti o dopo 5 nanopost. E magari anche ben segnalato, senza che si possa spacciare per un amico. A queste condizioni non darebbe nemmeno troppo fastidio, se fatto con criterio. Come?  Sfruttando il punto di forza di google. A seconda di determinate parole chiave, la relativa pubblicità. Poco impattante e molto funzionale.
Altre strade potrebbero essere quella di trovare un opinion leader, ovvero un utente con molti, moltissimi followers, che “consiglia” di utilizzare un prodotto piuttosto che un altro. In questo caso però la monetizzazione è indirizzata verso l’utente, non verso chi gestisce il servizio (Twitter).